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RETAIL DESIGN

Progettare un negozio: perché architetto e visual merchandiser dovrebbero lavorare insieme

Un ambiente esteticamente riuscito non è automaticamente uno spazio commerciale funzionale. Arredi, illuminazione e percorsi devono essere pensati anche in relazione ai prodotti, alle collezioni e al modo in cui il negozio verrà utilizzato ogni giorno.

Quando si apre o si ristruttura un negozio, il progetto viene generalmente affidato a un architetto. È una scelta naturale: l’architetto interpreta lo spazio, ne definisce lo stile, organizza gli impianti e traduce l’identità del brand in materiali, colori e arredi.

Il rischio nasce quando il progetto viene sviluppato senza un confronto con chi conosce le esigenze espositive del retail.

Il risultato può essere un negozio molto bello, realizzato con materiali di qualità e arredi importanti, ma poco flessibile nel momento in cui deve accogliere prodotti, collezioni e cambi stagionali.

Lo spazio deve funzionare anche dopo l’inaugurazione

Un negozio non è un ambiente statico. I prodotti cambiano, le quantità variano e le collezioni possono comprendere capi con lunghezze, volumi e modalità di esposizione molto differenti.

Un’appenderia progettata senza considerare l’assortimento può risultare troppo bassa per gli abiti lunghi o lasciare un vuoto eccessivo sotto camicie e giacche. Una mensola molto elegante può avere una profondità poco adatta ai prodotti. Un mobile realizzato su misura può diventare difficile da modificare quando cambiano le esigenze commerciali.

Sono aspetti che raramente compromettono la bellezza del progetto, ma possono limitarne l’utilizzo quotidiano.

Un arredo per il retail non dovrebbe essere pensato soltanto per ciò che deve contenere oggi, ma anche per ciò che dovrà accogliere domani.

L’illuminazione non serve solo a creare atmosfera

La luce contribuisce in modo determinante all’identità di un negozio, ma deve anche permettere di leggere correttamente colori, materiali e dettagli.

Un’illuminazione molto scenografica può lasciare alcune aree espositive in ombra. Faretti posizionati senza considerare la disposizione futura dei prodotti possono creare riflessi, illuminare lo spazio alle spalle del cliente o non raggiungere correttamente gli elementi principali.

Anche la possibilità di orientare e modificare la luce nel tempo è importante. Vetrine, pareti e tavoli cambiano composizione: l’illuminazione dovrebbe essere sufficientemente flessibile da seguirli.

Due competenze, un unico progetto

Architetto e visual merchandiser osservano lo stesso spazio da prospettive differenti.

L’architetto lavora sull’organizzazione degli ambienti, sui materiali, sugli impianti e sulla coerenza complessiva del progetto. Il visual merchandiser porta l’attenzione sul prodotto, sulle altezze espositive, sui punti focali, sui percorsi del cliente e sulla possibilità di rinnovare periodicamente l’allestimento.

Non si tratta quindi di sovrapporre due ruoli, ma di metterli in dialogo.

Il momento migliore per coinvolgere un visual non è quando il negozio è già terminato e gli arredi sono stati installati. È prima che vengano definite in modo definitivo appenderie, mensole, illuminazione e attrezzature espositive.

Intervenire in questa fase permette di valutare eventuali criticità prima che diventino modifiche costose o compromessi con cui convivere ogni giorno.

Un negozio ben progettato deve essere bello al momento dell’apertura, ma anche pratico da utilizzare, semplice da aggiornare e capace di valorizzare prodotti diversi nel tempo.

Stai progettando o ristrutturando il tuo negozio?

Coinvolgere un visual merchandiser fin dalle prime fasi può aiutarti a verificare che arredi, illuminazione e spazi espositivi rispondano davvero alle esigenze del prodotto.

Dahlia Design può lavorare al fianco del tuo architetto, mettendo la propria esperienza visual al servizio del progetto.