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VISUAL MERCHANDISING

Esporre tutta la collezione aiuta davvero a vendere di più?

Quando arrivano nuovi prodotti, la tentazione è mostrarli immediatamente tutti. Ma avere più merce esposta non significa necessariamente rendere più visibile ogni singolo articolo.

L’arrivo di una nuova collezione porta energia all’interno del negozio. Ci sono nuovi colori, materiali e abbinamenti da presentare, e il desiderio di mostrare subito ogni proposta è comprensibile: più prodotti vede il cliente, maggiori sembrano le possibilità di vendita.

Nella pratica, però, quantità e visibilità non coincidono sempre.

Essere esposto non significa essere notato

Quando troppi articoli occupano contemporaneamente lo stesso spazio, diventa più difficile riconoscere le proposte principali. Lo sguardo non trova un punto da cui iniziare e tutti i prodotti finiscono per avere la stessa importanza.

Una parete piena può comunicare ampiezza di scelta, ma può anche rendere meno leggibili colori, forme e possibili abbinamenti. Il cliente vede molta merce, senza necessariamente comprendere che cosa meriti davvero la sua attenzione.

Il visual merchandising serve anche a creare una gerarchia: scegliere quali prodotti mettere in primo piano, quali utilizzare come collegamento e quali lasciare momentaneamente in secondo piano.

La novità ha bisogno di tempo

Se l’intera collezione viene presentata nello stesso momento e l’allestimento rimane invariato, dopo poche settimane il negozio può iniziare a sembrare sempre uguale. I prodotti sono ancora attuali, ma per chi passa frequentemente davanti alla vetrina o torna nel punto vendita hanno già perso parte dell’effetto novità.

La rotazione dell’esposizione permette invece di introdurre periodicamente nuove combinazioni, modificare i punti focali e raccontare aspetti diversi della stessa collezione.

Non significa far credere che siano arrivati prodotti nuovi. Significa mostrare sotto una luce diversa ciò che è già presente.

Una collezione non deve necessariamente raccontare tutto di sé al primo sguardo.

Selezionare non significa nascondere

Ridurre il numero di prodotti presenti in un display non vuol dire limitare l’offerta. L’assortimento può rimanere disponibile sui rack, negli scaffali o attraverso il supporto del personale di vendita, mentre le aree principali del negozio vengono utilizzate per guidare lo sguardo.

Una selezione può nascere da una palette cromatica, da un’occasione d’uso, da una particolare lavorazione oppure da un prodotto sul quale si desidera concentrare l’attenzione.

In questo modo il negozio non presenta soltanto una somma di articoli, ma propone delle letture: un look, una combinazione, un’atmosfera o un’idea di utilizzo.

Costruire un ritmo

La rotazione non deve essere continua o casuale. La frequenza dipende dalle dimensioni del negozio, dal ritmo degli arrivi, dalla stagionalità e dal comportamento della clientela.

Anche un intervento mirato su una sola parete, su un tavolo o su una parte della vetrina può modificare la percezione dell’intero spazio. Ciò che conta è evitare che l’allestimento diventi immobile mentre la vita commerciale del negozio continua.

Esporre meglio non significa necessariamente esporre di più. Significa decidere che cosa raccontare oggi, conservando qualcosa da far scoprire domani.

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